Le Macchine. Tratî. XIV.
1»! Ma senza ricorrere alla comparazione dellepti* linee e de’ triangoli, per determinar quella«ti della
iti
senza P tende direttamente ad allontanare il pe-’so R dalla linea GC perpendicolare alla direzio-nin ne MP. Ma poiché la potenza P è obbligata alili; cedere , secondo l’ipotesi ne segue che lo spazioj ( j, di’ella percorrerà contro la sua propria direzio*| ne sarà misurato, quando il centro arriverà ing,
1 dalla parte gG della sua direzione MP, compre-® sa tra il centrò e la perpendicolare CG, o. se vo-lti; lese, dalla sua eguale CL. Dunque gli spazi per-corsi dalla potenza P, e dal peso R, sono eguali|| alle linee CL, CE.
Bisogna prolungare la direzione C M P fino atanto che incontri il piano inclinato SH nel pun-to B . Il triangolo gCE è simile al triangololìti: EC'f'J, perché il triangolo ECN, essendo rettan-ai golò , la perpendicolare CE lo divide in due al-pi tri simili triangoli-, aventi N comune, e ciascuno(FI un angolo retto. Come FD è parallelo a EN, il(ti triangolo CFD è simile al triangolo j?CE. Dun-Kt que i lati omologhi , cioè che vi fono oppostiloti ad angoli eguali , sono proporzionali . Dunque,CI gC sta còsi CF , come CE con FD . L’ ipo-ri: tenusa di gCE è ali’ipotenusa di CFD , co>lictti me il piccolo lato di g C E è al piccolo lato di«li CFD.- ,
.pati Parimenti li due triangoli ACF, Lg C , fonofeti simili: Imperocché il triangolo LgC è simile alCE, triangolo CFB, poiché gli angoli in L ed in Fitili son retti , e dal!’ altra parte gli angoli alternilili gCL, CBF, sono eguali. Dunque i triangoli-mi LgC, CFB, sono simili . Ora la perpendicolareali.';- kA divide il triangolo rettangolo CFB in altriMi due triangoli simili fra essi ed al grande. Dunquecit. il piccolo triangolo CFB si trova pure essere si-Klk a! triangolo LgC. Dunque i lati omologhi[rii- d@