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Tomo decimo.
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|CO ti. SciENÎA Usuili

ma parte della quinta del peso A o che-questo sforzo stia al peso A come una lirasta. a ivo. Ora questi numeri sono , uno ilprodotto del raggio i ehè H raggio dellaf-fe © cilindro, moltiplicato per io spazio didue spire , pure espresso per 1 ; e, 1 altroil prodotto del raggio 5 , - ehe è il raggiodella ruota, moltiplicato- per la circense-renza 100 , viaggio dei manico paragonatoali intervallo di due spire . Uno per uno- uno , e cinque per cento 500»Dunque la potenza sta al peso come il pro-dotto del raggio del «cilindro e d ! un inter-vallo fra due spire sta al prodotto del rag-gio della- ruota , e della circonferenza de-scritta dalla manuella , o presa della vi-te . Questo secondo vantaggio della viteinfinita fi nuò accrescere con la-moltipli-ca zi one delle ruote, colf allungamento delmanico , e con tutte le lavorabili propor-zioni.

Il terzo vantaggio di questa macchina èdi portare la sua azione a grandissime di-stanze . Le ruote che si associano alla viteinfinita hanno il loro asse, ed il loro roto-lo o cilindro , attorno de! quale fi può faravvolgere una corda , od un canape, chetirerà o solleverà un enorme peso , e daquanto lontano vorraffi .

La vite infinita, che noi vediamo op-portuna a governare i gran pesi, che shan-no a trasferire,, non è menacconcia a go-vernare quelli de quai convien moderardiscesa . Troviam di ciò ridea nel menar*

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