ÌLe Macchine» Tratt. XIV, lèi
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% rodo ordinano"* il cui principal mento , do-t po quello di presentare unifohnente al fuo-E ‘co tutti ì lati d’ un pezzo di carne , è dispii prolungare, il. servizio dei peso, mercé làî l ; dilazione della sua ; caduta . Questo pesòìl 5 imita la lentézza della prima ruota chécij accelera il moto della seconda, perché que-i tî ,j sta fa tanti giri * quanti ne sa il suo roc-pj chetto , consumando o percorrendo tutti identi della prima. La, velocità cresce cosimj, di ruota in ruota ,, per 1‘inserzione d’altre*»M1 j tanti rocchetti . Tutta là furia di questat j ( | accelerazione si scarica sopra una vite infi-m ni ta, che la modera , e eh'è rallentata el-à la stessa nella sua velocità da due o quac-à irò gran braccia di fèrro, di cui é cari-1K k tato il cilindro della vite , è che - resisto*m no al moto del cilindro a proporzione del*jjj. la lóro lunghezza -, e della massa di piòtri-F ho di cui son caricate le loro estremi*
jjjjj La vite od il piano inclinato che va Comeol j, avvolgendoli sopra un cilindro , ha ancor preseà altre forme di grand’usò ne' bisogni della vi-, ta. 5e il capo n l'estremo del cilindrò è aguz-^ zo , questa vite diventa un foratóio . Mi/ per poco che quest’istrumento fi allunghi, se! ne forma un cuneo che serve male, poichéfa andar in spheggie le tavole, e scompone?, ogni cosa * Si sono rese altresì je spire dic ' ! questo istrumento taglienti, e fi è mondato® tl (i l il cilindro verso l'estremità in guisa di cuc-ehiaio, di maniera che le parti del legno, del-* ! le quali il corpo deli’ istrumento occupa il iuo-'■ fi 3 tzv.