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Tomo decimo.
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trova. 12 volte , ovVer 12 ottanta volte la9Ó0 ; converrà necesiàriamente che il numerodi volte ehio troverò 3 in questo prodottojsta il quarto termine ehio cerco; lo che saràindubitabile se questo quarto termine moltipli-cato per z , primo estremo ; lo stesso pro-dotto che i mezzi * Cerco dunque in Acquan-te volte e entri 3 ; ve Jo trovo 320 volte,Ora 320 volte moltiplicato per 3, il me-desimo prodotto f6o: dunque 320 è il quar-to termine ignoto j che fi chiama alla luce *e tradì fuoridalloscurità.

Questa operazione * che è la stessa nella com-parazion denumeri j delle grandezze i e del-le forze , si nomina, giàl sapete, la regola au-rea, a cagson delia stima che si è sempre fat-ta di essa, e della ricchezza * desuoi effetti.Quando si hanno più proporzioni da fare sipuò compendiarne l esprefiìone od il segno*scrivendole a quésto modo r * 3 :: 6, 18.3, 80 ii 12, 320. E quando vi si adoperaun mezzo proporzionale,- si scriver £ 25,50, 100^ in luogo di 23, 50, :: 50, ioo,-Vediamo, come gli Ottici mettono la pro-porzione in òpera, per giustificare le loro as-serzioni. Non piglieremoqul per esempi, senon due- proporzioni,- Tuga con la quale gliOttici insegnano a determinare ogni sortealtezze coll aiuto duno specchio ; laltra col-ia - quale spiegano perché corpi mosti rapi-disimi «mefite ci paiono, in riposo.

t&. Supponendo F egualità dell angolo di ri-flessione conquesto dincidenza , stabiliscon»una r»gg 1 asenipiioissirna ed intelligibile affat-to,