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Tomo decimo.
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Trattenimento XIV. iij

si' nelle opere di Dechailes , di Molineux, diBit- MufchenbroeK , del P. Regnatile ,&c. Ma lic-ita come facendo uso delle proporzioni che tro-ni; vanii tra i seni differenti, le secanti, e le tan-niti genti, questi abili matematici ne han suppo-ni il fi e le tavole beli'e fatte e ridotte senza fariqf* eglino stessi ; noi postiam senza rischio ri mer-li ie tersi alla loro fede, ed accettari lorocalccr-HK li profittando cosi di tutto quello che di più bello ci hanno insegnato; e che appunto con-ti p fisse in dilettevoli verità, e in utili strumenti.di fa La luce è soggetto dellottica, Noisentia-prop; mo confusamente la presenza della luce, quan*issin do nentrano nenostri occhi alcune fila, git-eli;' tate alla riropazzata, e senzordine . Ne ve-lie diamo poi una forma distinta, quando le fi-eni! la di luce, chentrano negli occhi nostri , vijose[ si dispongono colle lóro estremitadi neliistes-à so ordine , che i punti del corpo luminoso donde patrone, od i punti del corpo opaco,

W che li ha riflettuti . Verrem qui scorgendo in[ 0#l una ferie di proposizioni , come la cosa si ese-è al; Alà.

, i. I corpi luminosi , siccome Lcorpi sonori il pro-portano lazion loro per ogni verso nella sfe- gressoj', : ra che li circonda, e le superfizie che la lu- della sii*ce incontra, la riflettono come il suono. ce> 2 ba luce come il suono , da qualunqueparte chèila si getti , porta fazion sua sopraQjjj linee rette.

gd P er chè appunto le linee deisuonoedel-A la luce sono rette , e non tendono a gettarsi. obliquamente o di fianco , voi siete sicuro,opponendo loro la tale o tal altra superfizie,

TomoX, H di