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Tomo decimo.
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U4 L Ottica;

di piegarle, ei far pigliar ad esse unmento nuovo, ma sempre diretto, e di con-durre leco o la luce in questo od in queldato punto,

4. Questi é il jjrimo fondamentodelIOt-tica, e dellAcuflica.

5. Se il corno, suonato da un cacciatore,Hi qua da una montagna, vien sentito nellavalle che è al di; se mentre spira ungeanvento, voi sentite il suono d'unacampana,che prima duravate fatica a sentire; questoavviene perché le linee del suono di cotestocorno si sono piegate aliincontro dun albe-ro, duna muraglia, duna rupe, dunariapiù densa, duna o due frondi darbore pre-sentate obliquamente; e luna coteste li-nee arriva di flessione in flessione sin celiorecchie, dove la prima sua gita non con-ducevala. Laria ammucchiata dal Vento di-viene una superfizie capace di gittare obliqua-mente, ed in maggior quantità linee di suo-no Ne 'luoghi, dovelleno noh doveano da pri-ma essere sentite , perché vi sarebbono arriva-te troppo sparse e troppo indebolite, 0 nep-pur arrivate vi sarebbono. Così parimenti,se unotmâ o segno di luce, che taglialariafra molte nuvole, oche varca e pervaderaicamera oscura, veduta viene lateralmente,questè perché cotesti spazj sono empiuti divapori o di piccioli gratti di polve assai soli-di e duri, per riflettere lateralmente alcuneparticelle di quetratti luminosi. Eglino noneran per voi ; ma a cagion di cosi fatta lie-ve riflessione , voi sentite il lor passaggio.

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