U4 L’ Ottica;
di piegarle, ei far pigliar ad esse un aàmento nuovo, ma sempre diretto, e di con-durre l’eco o la luce in questo od in queldato punto,
4. Questi é il jjrimo fondamentodelI’Ot-tica, e dell’Acuflica.
5. Se il corno, suonato da un cacciatore,Hi qua da una montagna, vien sentito nellavalle che è al di là; se mentre spira ungeanvento, voi sentite il suono d'unacampana,che prima duravate fatica a sentire; questoavviene perché le linee del suono di cotestocorno si sono piegate ali’incontro d’un albe-ro, d’una muraglia, d’una rupe, d’un’ariapiù densa, d’una o due frondi d’arbore pre-sentate obliquamente; e l’una dì coteste li-nee arriva di flessione in flessione sin celi’orecchie, dove la prima sua gita non con-ducevala. L’aria ammucchiata dal Vento di-viene una superfizie capace di gittare obliqua-mente, ed in maggior quantità linee di suo-no Ne 'luoghi, dov’elleno noh doveano da pri-ma essere sentite , perché vi sarebbono arriva-te troppo sparse e troppo indebolite, 0 nep-pur arrivate vi sarebbono. Così parimenti,se un’otmâ o segno di luce, che taglial’ariafra molte nuvole, oche varca e pervaderaicamera oscura, veduta viene lateralmente,quest’è perché cotesti spazj sono empiuti divapori o di piccioli gratti di polve assai soli-di e duri, per riflettere lateralmente alcuneparticelle di que’tratti luminosi. Eglino noneran per voi ; ma a cagion di cosi fatta lie-ve riflessione , voi sentite il lor passaggio.
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