^ TrATTEN IMENtO XV. 123
il, mezzo più raro un angolo di rifrazione ,(ttf che ha di più, quello oh’ei avea di menotis nel mezzo più denso,s, 29. La strada che tenea la luce nel pattar deiIta-mezzo più raro nel più denso, è il contrap-afc posto appunto di quella strada, eh'essa luce«in tiene , nel ripassar dal più denso nel più te-la nue. Essendo la rifrazione del primo caso lalinead’incidenza nel secóndo, parimenti quel'(« di’era linea d’incidenza nel primo passaggio,Sili diventa linea di rifrazione nel secondo,ta!; 30, L’angolo di rifrazione è gfande a pro-;Jii ; porzione che è grande l’angolo d’incidenza,lupi e!’uno scema cornei’altro,
[ 0( r 31. Si ^preteso seriamente , ed anche geo-
i'itìmetricamente' di spiegare la cagione di questià andamenti della luce ; mediante una certa vir-y; tù attrattiva che regna, dicono, nella superfi-j,j tlE zie de’mezzi più solidi, in guisa che quando,j 01 la luce v’entra obliquamente ; la direziónePadella sua obliquità ivi è piegata perl’attra-, 0 ,|,zione. La luce vi sommerge maggiormente,^.ie più di quello che fatto arebbe colla sua pri-direzione , e vi si affonda, approssimando-gli alla perpendicolare : laddove quando ellat esce dal!’ elemento solido, per entrare in unàastro più raro, oche attrae meno, il raggioàisi allontana dalla perpendicolare, e devia sem-■ ’pre dal lato della î'uperfizie attraente.
5 ' Ciò si chiama mettere una cagione in unr”Juogo, e dir poscia, che ivi se trovataLa3 -jgeometriache vi si aggîugne, non prova nien-111 ''te di più - Si potrebbe calcolare e misurareT andamento, od il passo delle influenze pia-neta-