Trattenimento XV.
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to V per il piano PP eh’è una lamina dicristallo, fi piega entrandovi e s’avv.icina allaperpendicolare. Fa ella un angolo più piccolo,che non è quello d’incidenza : ma giungendoancornell'aria dall' altro lato, scottasi dallaperpendicolare, e la linea di rifrazione nelFaria giungendo verso F occhio O fa un ango-lo eguale a quello dell’ incidenza V verso ilcristallo. Queste due linee son dunque paralle-le: ^ se molti raggi obliqui fono paralleli fraessi entrando, faranno paralleli in tutte le lo-ro rifrazioni, e ripiglieranno il loro primo pa-rallelismo nel!'uscire. A4a se la linea, perlaquale l’occhio O vede l’oggetto /osse prolun-gata, eli’andrebbe in A non in V: e quan-tunque soggetto sia in V il luogo vero, 1’occhio lo vede un poco lateralmente per lalinea OA nel luogo apparente A. Il vetropiano fa dunqùe un picciolo cambiamento nel-la vista degli oggetti, ma pur non li trasfe-risce se non pochissimo, perche tutte le li-nee di luce ripigliano meli’uscire la stessa di-sposizione ch’elleno aveano fra loro avanti illor ingresse) nel vetro piano.
35 . Sopra la superfizie piana d’ un vetro jjpiano convesso PC, fig. 7 . facciamo cadere ilraggio perpendicolare A ed il suo parallelo P.
Il raggio A perla prop, 2 z. passa dall’aria nelvetro e dal vetro nell’ aria senza piegarsi. GliOtrici gli danno il nome d’asse, perché è comeimmobile, mentre gli altri raggi girano, e mu-tan luogo attorno di lui. 11 parallelo P P se^guendo la medesima direzione nel lato piano ,qon vi riceve piegamento alcuna. Aia passan-