Band 
Tomo decimo.
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133
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ti appigliatilo in riguardo a tali questionidottica, nelf attribuire ad una soia cagio-ne ciò ehè leffetto di molte, le quali viconcorrono. Ecco alcune di quelle che pisiinfluiscono su la maniera, onde siamo toc-»ehi alla vista degli oggetti. ,

io. Gli oggetti limmagine dequalî è assailuminosa e netta ci paiono i più vicini. 20: epiù lontani ci paiono', secondo che ne sondeboli i tratti. 3*. Da ogni oggetto cade egiugnesullocchio una massa di raggi che for-mano come un angoloi opiuttosto un cono*la di cui base è su la superfizie delloggetto * èl'apice nel!'ingresso dellocchio dello spetta-tore . Questi raggi convergenti * divergononell occhio * e diventano un nuovo triangolo 0cono, di cui la punta è aliingresso delloc-chio , e la base sul fondo deli occhio . Ciònon è contrario al già da noi detto circa ipellicini che nascono da ciascun punto delloggetto, fi slargaao, e coprono tutta la pu-pilla; poi fi raccolgono in un foco lor pro-prio e adattato , e fanno eziandio un puntounico neli immagine oculare; Noi qui nonconsideriamo più tutti questi penicilli, noncome una linea unica ciascun da. Di tuttala massa di penicilli partisi da tutti i punti delloggetto non facciamo adesso se non un fasceconico di linee rette , che sintersecano sul'entrata dellocchio, dove formano colla lo-ro estremità i diversi punti di unimmagineinversa, ed esattamente conforme al suo mo-dello , poiché tutti cotesti capi od apici dipennelli, sono tanti fochi schierati proporzio-I 3 nata-