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natamente come i punti dell’ oggetto. Dalche segue che quanto è più grande l’imma-gine , tanto più l’oggetto per ordinario ci pa-re grande : lo che gli Ottici esprimono con di-re : 1 ‘ oggetto veduto sotto un maggior angolo ,pare pià grande : questi è il fondamento del-le diminuzioni della prospettiva. 4^. Sembrache il giudizio della mente molto c‘entri nel-la maniera, onde noi Vediam le distanze elediminuzioni. Finché sentiamo gli oggetti e-stremamente rischiarati, e vicini a noi, l’an-golo più piccolo o più grande non è la no-stra regola. Più persone delia medesima statu-ra, ci paiono grandi ugualmente , quantun-que in distanze ineguali nella medesima sala.Una finestra che vediamo tutt' intera a tra-verso diun’invetriatadel nostro appartamen-to ci pare più grande di questa invetriata, ilcui angolo oculare pur contiene quello dellafinestra. Noi crediam dì vedere una corda te-sa a traverso d'una camera lontana la di cuifinestra è aperta .• poi guardando con maggiorattenzione il telaio della nostra, ravvisiamoun filo di tela di ragno, che attraversa il va-no d’està finestra. Questo filo portato dal pen-siero in una stanza lontana ben cento pasti,era una corda : vedut'o do v’ egli è senza atten-zione alla finestra, è un filo quasi impercet-tibile. 5 '. La pupilla si ristrigne, e si allar-ga secondo il bisogno. Le immagini dipinteneiròcchio più 0 meno grandi, cambiano 1’impressione dell’oggetto. Il buco d’un ago inuna carta toglie, che arrivino de’raggi dallasommità della cupola d’una Chiesa sopra tutta
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