jU» Trattenimento XV. tzy
^ se cadrà sopra una superfizie liscia affatto i suoirimbalzi diventeranno allora regolari. La ri-flessione ron sopra tutte le parti, ma sopra uagran numero di parte ordinate pel medesimo
.•; verso, diventa allora come? incidenza. Dun-
que se voi sarete posto in riguardo allo spec-
— chio, come è il pendulo e la candella in ri-guardo al medesimo specchio, riceverete de’
piaggi, che sarann’ordinati nella lor riflessionecome nella loro incidenza. Voi vedrete dun-que ancora la candela ed il pendulo : ma dicotesti raggi obliqui venuti dal pendulo, mol-ti pisi sono quelli che il vetro accoglie, chequelli che vengono riflettuti verso il vostroil occhio, e l'immagine sarà debole.
/ 66, Leviam via il ritratto a pastelle: sten-
/ diamo sullo specchio un suolo d* argento vi-_vo, ed aggiungiamovi una foglia di stagno
— fino: la tenuità de’grani di questi metalli,li dispone ad empire puntualmente tutte leineguaglianze o le cavità che restavano nell’altra superfizie del vetro benché egualmentepolita e liscia: i raggi in luogo di sfuggirenel?aria e passare di là dello specchio , tro-vano il passo chiuso da una superfizie beneguale , che li fa refi!ire o saltare in die-tro senza confusione, sotto un angolo egualea quello della lor caduta. Il vetro di cui par-liamo diventa uno specchio ; questo specchiorimettasi adesso dove era la pittura, e collo-chiamo! versola dritta rispetto allo specchiosotto la medesima obliquità dov’è i! pendulodall’altrolato, poiché solo in questa pchzio-
M ne il ritorno de’raggi venuti dal pendulo mes-