Tratte!* imekto XV . 143
*!i ta posizione del foco immaginario F tro»Fi vasi mercé d' una perpendicolare tirata dafa. O in M , e prolungata sino a tanto eh’ el-r» la incontri R P in E j formando così da una»»• parte e dalP altra triangoli eguali , dove ilii foco F corrisponde ad O.
68. Se si accostano vicendevolmente dueBtf specchi sopra uH medesimo piano , sènzaiiist alcuna inclinazione d’un sopra l'altro l’og-èlÎ! getto vi si dipingerà come sopra una super»1, z fizie unica, benché però una sua metà sopra:M;: uno di essi, e una metà sopra l’altro ; fe-dii condo la maniera di presentacelo , e la se-M parazione de’due specchi potrà traversar 1*pi immagine senza renderla irregolare. Ma sepiù vetri, od i frammenti d’ uno rotto sc-iupi ranno insieme differenti piani , od il me-nomo angolo rispettivamente , allora vi sa-ofk- ranno tanteimmagini quanti pezzi differenti;[[ab imperocché le immagini si moltiplicano co»me le riflessioni , le riflessioni come le in»il Incidenze» e le incidenze come i piani»ajit 69. Lo specchio convesso o concavo , essen-; p \,do una porzione di sfera convessa o concava,lB |: edavendoconfeguentemente tanti piccoli pia»l'jgj; ni quanti punti, sembrerebbe dover dare al»trettanti immagini , quanti vi son piani, ej j quante perpendicolari differentemente incli-nate 7 ma questi piani sono infinitamente pie»
:.y cioii. Hanno così poco campo, che non ba».g stano se non a rimandare F immagine da un” punto. Ma per le loro diverse inclinazioni,disperdono o raccolgono i raggi partiti da di-versi punti d’un oggetto, di manierachè sor»sfflS * && '