Ì72 L‘ORIGINE BEILA SOCIETÀ*,
non altro chèli bisogno e le riflessioni de’le- 1aislatori hanno fatto un tale adunametito*Non occor dunque estendere i diritti, ei do-veri della Società , più lungi che !' utilità el’interesse « Di qua s’è propagata quella deli-ziosa modale d’Epicuro, che regola la misurade'nostri doveri, e la sonda sopra il perfettocontentamento delle nostre facoltà * Di quapure i principi d’Hobbes, e di Macchiavel-lo non men degni di riso , che quei d’ Epwcuro , che niente conoscono di legittimo ed’onesto, se non se ciò che piace al Legislatori
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la Società non sono altro più , che comperi-
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perché questo capo della Società essendo
per lo posto suo idoneo a poter conoscere i bi-sogni del Corpo intero, la volontà di lui ,dicono essi, diventala regola della giustizia,ed anche della religione che s’ ha da segui-*re* I deisti moderni , poco differenti dagliantichi Epicurei, considerano l’uomo comeun animale senza alcuna preminenza, che lodiscerna dagli altri animali suoi consorti ecommensali . Originariamente la bestia e \‘,uomo si pascevano assieme delle bacche stesse,e scrosciavano l'istessa ghianda. Per avere unaparte migliore ne*frutti della terra, l’uomos’è unito con un altr'uomo : e i doveri del-'
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fazioni di militassi diverse . Gli Stoici hanpresa la cosa un po' altramente, e sopprimen-do 1’ utilità, si francano da ogni debito, daogni ricompensa, lo che rientra, per un cer-to senso, nel principio medesimo. Imperoc-ché essendo eglino persuasi che l’uomo basti ase stesso, e che né il dolor personale , né gP in-sulti
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