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Tomo decimo.
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E, 1 Trattenimento I. 177

cietà, trovatisi del pari antichi ed immuta-ci bili, che l’intenzione del suo autore.i4(i: Non è dunque il moto, che abbia forma-

»iiîi ta la natura, e gli esseri diversi; nè il bisognoil Ili olà filosofia e la politica, che formate abbiano

kpt le varie parti e le varie inclinazioni della So-ie'b cietà; ma la Società e la natura sono opera d*là una Previdenza adorabile , che impiega il mo-ti® to per mantenere l'Universo, e che fa avanza-mi re la Società si per la direzione de 1 migliori ni-l«t gegni, come per lo stimolo del bisogno.k« I filosofi assegnando per cagione della Sode-itti,! tà, ciò che n’ era unicamente l’atnminicolo edilo ili il mezzo, hanno stabiliti de’falli doveri, pisicapaci di fmoveria, che di rassodarla . L’e/pe-W, rienza che ci guida ad una causa invariabile,iù stabilisce un’amore dellaSocietà, e induce ob-jp bligazioni che fono sempre le stesse; qualun-à, que interruzione che ci sia ne' nostri interessi ,kjp, e ne’nostri piaceri. I membri che la compon- 5gono, ciponnonuocere, o colmare di beni:i ma nè la società ci dispensa dall’ adoperare perc l^ essa, nè il dispetto ci permette di abbandonar-.j,!. la , poiché secondo sordine di Dio ad essa ap-à partengono e le nostre braccia e la nostra indu-lgi stria-

jj I Pagani, guidati da lumi falsi, e gli Ebreiè stessi illuminati da una rivelazione, che erajn’. solo incominciata e preparatoria, hanno potu-f., to pensare, che non erano tenuti ad amare se^ non i loro amici. Lezioni fredde, e lumi im-i j. perfetti, non han potuto rendere frequenti ecomuni i modelli della carità, nè moltiplica-re gli esempi dell*amorevolezza fraterna. Per

Tomo X. M pro-nti r