t§4 II Matrimoniò.
ciò eh’ella esser dovea nella Società del mari*to; e che siccome eli’era veramente rosso prò*venuto dalle sue ossa , e la carne provenutadalla sua carne , di lor due fi fermasse un filtutto .
Tale si è 1’ alta idea che la Scrittura cidà del matrimonio : nel richiamarlo a taleorigine ella ci mostra la sua eccellenza estabilità . La stabilità n’è tale che il mari-to non ha da romperla o dividersi dallaSposa sua egualmente eh' eî nol può da sestesso. Tal poi n’è 1’eccellenza , che que.sto legame maritale è superiore ad ogni al-tro , e 1’ amore che un uomo dee al suoGenitore è subordinato a quello eh’egli de-ve alla sua Sposa.
Col progresso , 1’ esempio di Lamech unde’discendenti di Caino, e la brama, o dìnon mancare di posterità, o di averne unanumerosa, introdusse quasi per tutto lapin-L a _i Us . a .ralità delie donne , e la libertà di ripudiar-lira delle Dio non giudicò necessario di soggetta-mogli, re ad una più severa Legge i Patriarchi al*perché levati in cotesti usi . Lor confidò le prò-concessa meste : ma non li destinò a riformare ila Patri- cuore umano, ed a rimettere sordine pri*arc ** mitivo. Questa grand'opera era riservata aisuo Figliuolo, al suo Verbo, che dovea es-sere il Riformatore del genere umano, sic-come n’era Fautore . Con tutta 1’autoritàd’un padrone, togliendo via per sempre ilSalvadore la libertà del divorzio o de’con-giungimenti arbitrar; , riduce il maritaggioali’unità della prima istituzione, e Iemali*