' Trattenimento II. 187
piarsene maggior numero. Dieci altri me-I!|1, | no potenti e ci' un ordine 'subalterno , neprenderanno due ciascheduno . Ci restanosettanta giovani, e venti donzelle da ma** 1 ' sitare. Facciam, phe dieci di loro, più po-®ii veri de' precedenti, ma in i sta to però di a-Jimentare una moglie, si contentino ciascun'à della propria j resteran sellan ta uomini e die-ci donzelle, che saran trattati, sì quei co-hì> me queste , da schiavi, e che non saran11® preveduti, o che si abbandoneranno ad unacomunità senza regola. Vi ha talun torse,Wî a cui non dispiacerà, ma parrà eziandioW molto giusta, s’ella è utile, cotale disposi*Magione. Cominciamo-dairutilità, e verremoaiipoi a quello che richiede i’esatta giustizia,e la semplice onestà,
ut* La grande utilità che qui si desidera, è la,e: moltiplicazione maggiore de’figliuoii. Egli èCioi molto, se ci atteniamo ali'esperienza deglilibi Orientali, che vivono con tre mogli, quan-IM, do hanno da ciascuna tre o quattro figliuoli,jtfc: Giacobbe, dalle sue quattro spose non u’eb-jiiii be che tredici. Accordiamone cinque perca-fejsdauna. Ecco quindici figliuoli per famiglia ,il fa composta di tre mogli/Ve ne abbia sei per(itf ciascuna di quelle, che trovanti in una fami-tosi glia due, cioè in tutto dodici figli per casa,AÌi Potremo quindi ammetterne otto per quelle,jgi che hanno ciascuna a parte il tnariio loro,
, (ii Le altre donpe, lo stato delle quali non sa-âM rà costante, 0 non averanno figli, 0 ne ave-lli ranno pochissimi. E'mollo , le nel disordinejjjt della loro vita, elleno possono conservare un’ p ìat-