ìgò II Matrimonio.
fij al genere umano però ne procaccia tnoìtâmeno; il che ècontrarioalla manifesta inten-zione di Dio. La Filosofia stessa accorda in gè-tesale; chela moltiplicazione del genere u.mano è il fine del matrimonio . Come dunqueè sofà ella biasimare la monogamia primitiva edEvangelica, che aumenta di moltoquestamol-tìnlicažionc , e preferire o la comunità olipluralità * che ambedue tolgono tanti parti algenere umano ?
Per troncar ógni vana disputa fu questo pwposi to, osserviam solamente , che un numerodi queste cento donne le quali troverehboftsiCon un marito comune tre o quattro, nonâve-ratiri'. ciascuna mai tanti figli , quanti neàvrebbono vivendo a parte una sola cori unsolo. Oltredìchè jquellc che resteranno abban-donate ad una comunità brutale z per consen-so .universale saran multo meno feconde ì oaoì saranno affitto ; Eli’è dunquie una veritàevidente , tratta dalla comune esperienza, checento dorine maritate alla maniera degli 0-rìentali j starati meno figliuoli al genere uma-no , composto di cento uomini solamente * chese si avessero formati cento matrimoni, e cen-to famiglie distinte, coll’ unità dell’uomoédella donna.
L* interesse generale, il più degno senza dub Jbio della ricerca stegst ingegni de’ filosofi j assi-cura sia qui alla monogamia un gran motivo dipreferenza. Ma bisogna che tutto si assista mu-tuamente j e forse questo primo vantaggio litroverà, diranno alcuni j distrutto da tròppograndi inconvenienti. Non si può bene giudi-care
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