Trattenimento II-, ic>|
li parenza. I figliuoli sono alimentati, e ricc-ie, vono eziandio una tal quale onesta educazio-ne. Così non è dell’unione passaggiera dellet»; ? persone, che sono libere e fuori di legittimosì®, maritaggio.
iì ;; Q.ual è infatti lo scopo , a cui vengono . p .
originalmente destinate le amorose lusinghe, àà,-là, che assalgono e vincono un’ uomo ? qual è ne rovi*,t{ il vero fine de'piaceri > Perché, a cagion d' naia so*esempio, ha Dio annesso un sapore grato a’ cista.
1|1 S cibi, de’quali dovea far usol’uomo > Perchéfà si sente egli inclinato, da una possente attrat-:;r tiva, a trattenersi, mercé Passito della paro-jà la, col suo firn ile f La ragione destituita dià piaceri che sorprendono ed attaccano all’im-,à- provviso, e ristretta nelle sue investigazioni,
„ averebbe potuto trascurare i bisogni del cor-po, o con sdegno non curarsi della Società,m servigio della quale Dio l’avea destinata.
Il piacere è un monitore che strignel’uomojJj'j e riconduce al suo fine la ragione: ma que-sta ragione conosce il prezzo del tempo e del-ibi la sanità. Ella chiude e serra i piaceri deliaj- conversazione e della tavola tra i limiti del me-' ro necessario , e non che lasciarsi da tali attrat-ti rive governare, ella è che le governa‘ L’istesso è da dire di tutti gli altri piace-ri ri ed incentivi, ed in particolar dì quelli *che Dìo ha voluto annettere alla Società con-i ' jugale. Eglino sono indirizzati a far crescerei( i 1’ uman genere i e l’effetto non decade dall’in*
|tl stituzione della providenza, qualor tai piace-'f ri sono ad una regola soggettati. Ma laro*
* vina della fecondità, e l’opprobrio della so-‘ N e rie-