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Tomo decimo.
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Trattenimento II-, ic>|

li parenza. I figliuoli sono alimentati, e ricc-ie, vono eziandio una tal quale onesta educazio-ne. Così non è dellunione passaggiera dellet»; ? persone, che sono libere e fuori di legittimo®, maritaggio.

;; Q.ual è infatti lo scopo , a cui vengono . p .

originalmente destinate le amorose lusinghe, àà,-, che assalgono e vincono un uomo ? qual è ne rovi*,t{ il vero fine de'piaceri > Perché, a cagion d' naia so*esempio, ha Dio annesso un sapore grato a cista.

1|1 S cibi, dequali dovea far usoluomo > Perché si sente egli inclinato, da una possente attrat-:;r tiva, a trattenersi, mercé Passito della paro- la, col suo firn ile f La ragione destituita dià piaceri che sorprendono ed attaccano allim-,à- provviso, e ristretta nelle sue investigazioni,

averebbe potuto trascurare i bisogni del cor-po, o con sdegno non curarsi della Società,m servigio della quale Dio lavea destinata.

Il piacere è un monitore che strigneluomojJj'j e riconduce al suo fine la ragione: ma que-sta ragione conosce il prezzo del tempo e del-ibi la sanità. Ella chiude e serra i piaceri deliaj- conversazione e della tavola tra i limiti del me-' ro necessario , e non che lasciarsi da tali attrat-ti rive governare, ella è che le governa Listesso è da dire di tutti gli altri piace-ri ri ed incentivi, ed in particolar quelli *che Dìo ha voluto annettere alla Società con-i ' jugale. Eglino sono indirizzati a far crescerei( i 1 uman genere i e leffetto non decade dallin*

|tl stituzione della providenza, qualor tai piace-'f ri sono ad una regola soggettati. Ma laro*

* vina della fecondità, e lopprobrio della so- N e rie-