Band 
Tomo decimo.
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la prò*nunzia.

.ZL4 DEUâ Puerizia

Una madre piena di buon giudizio, nonesige che quello ch’è attorno di lei, ssobbùììavanti cotesto suo figliuolo con rnoslre est ;r-ne di rispetto: ma ella vuole che h rispettila sua ragione ancor debole. Soffre con pa-zienza che lo spiritosi sviluppi lentamente,e somministri poco del suo. Ma ella allenta,na con indegnazione tutto quello chelapuò offendere, o dargli un torno cattivo.Assenzio- I progressi del linguaggio del fanciullo, sonf<f come quelli della sua ragione , talor più rapi-di,e si fattamente che sorprendono con l'elite-ma puntualità delle frasi, ecogl’incantì dell’articolazione. Se la madre che sa quanto illinguaggio del!' anticamera è differente dalsuo,pone cura di ritenere i piccoli sui figliuoli-ni appresso di sè ; ella può star sicura che se lapronuncia sua propria è buona, è ben decisoper sempre della pronuncia di essi . b'orecchiache solo ode bei suoni, ed inflessioni nette,le coglie correttamente, e le trasmette allalingua con una fedeltà perfetta. 11 linguag-gio del figlio è appuntino quel della madre.Fate passare questo figliuolo da VerfagliesaBordò, oda Parigi a Marsiglia; ecco già che ilsuono della sua voce e la scelta destro! terminieccitano ['attenzione . Egli non dice se noncose ordinarissime; mapajono sorprendentiper la grazia e nettezza dell’ espressione. Chipuò dunque una tal impressione produrre?sorse la novità. 3 Nò certamente. Tuttodìlasciatisi sentire in quelle Città degli accentistranieri, e delle maniere d'altro paese, lequali non muovono nè curiosità nò attenzio-ne.