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Trattenimento IV. 221ne. Cotesto accento che incanta , e che non (ìpuò con niuna lezione insegnare, è l’opera in-fallibile d’ una madre che parla bene , e che tie-ne pazientemente il suo figliuolo appresso disè.
Contenta nel rimanente di veder prosperarelesue sollecitudini su tal proposito ; e soddis-fatta del progresso che fa la sua prole nella pro-nunzia , nella scelta e ne!Taccozzamento del-le parole e delle idee; nella bella maniera diporgersi, e contenersi; non ne parla con chic-chessia, per timore che una sì lodevole passio-ne non degeneri in debolezza, e non si mostrifuor di proposito in una compagnia , che pocose ne interessa. Si gode in segreto della bellariuscita di tutti i suoi tentativi ,e di tutti i me-todi, che ha impiegati per ornare ciò che deefar comparsa. Ma sono tutte macchine, chestatisene ascose dietro il teatro.
Mentre la Madre fi applica tutto di non sola-mente ad abbellire l'esterno con qualche nuo-va pennellata , ma infinitamente più a dareali’ anima la sua vera bellezza e la sua veragloria, che è d’essere sincera c benefica ; il pa-dre dal canto suo ne somministra a un tratto imezzi, avvezzando la sua famiglia al lavoro.Non vuol già, che fi guadagni con la praticadi alcune formule di pietà regolarmente osser-vate la mattina, il diritto di passare il resto delgiorno in esercizi d’ozio o di fantasia. Vuol 1’ordine ; vuol vedere l’industria progredir e cre-scere insieme cogli anni; e la sua immota fer-mezza in essere ubbidito per questo conto ,proviene dalla vivezza del suo amore, che co-Tem* X, P no-
Amoredella fatica.