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Trattenimento II. 245
ho io spesso veduto fare la prova , acciocchéla imparasse. Ma farà tempo eh'io ve ne par-li, quando si verrà alli studj de’giovanetti.
Il fine delle cognizioni, onde vuoisi orna-re una giovanetta d’un ingegno facile, è direnderla seria e grave, senza scemar puntodella natural gentilezza, e del brio. Sibias*merebbe egualmente una maniera d’occupar-la, che la rendesse trista o selvatica, ed unache la rendesse vana o leggiera. Io conoscoun sol genere di. studio che abbraccia e stri-glie in sè tutti i vantaggi veramente deside-rabili, senza alcuno degli inconvenienti , chesi può temere., Questo.studio è un'aumenta-zione del precedente, che ha, servito di pri-ma cultura allo spirito del fanciullo. Dico dinuovo, la Storia,, ma Storia.più ampia e me-glio particolareggiata. Non occor spaventarsidi questo, nome di studio. L'Istoria è un fon-te di piaceri, a misura che nella cognizio-ne si avanza., Ella non è secca, scarnata, esenza attrattive, se non se ne’compendj : maper ischifare tanto il troppo che il poco, bi-sogna adoprare buon sistema ; e fecondo lamaniera onde si regolerà questo dilettevole stu-dio, può facilmente darsi che unagiòvinettaivi apprenda- a svelare perfettamente il cuoreUmano 4 chiesta ivi attinga i sentimenti e lemire, che renderannola idonea a qualunquebene „ ch’ella adorni il suo spirito e la suaconversazione di mille e mille fatti e detticuriosi ; che impari a parlare, ed a scriverepuramente la sua lingua ; e che finalmenteacquisti in tutte le cose un pronto discerni-Teme X, Q men-