rz3 Lettera sopra l’Educaz.tosa e capace di sentire le grazie della bella ccomposizione, a prender notizia delle regole Jprincipali dell’eloquenza e della poesia, chèli j!possono ridurre al discernimento del vero, del !verisimile, e del decoro. Si priverà ella forse | 11della lettura delle traduzioni leggiadre egen- : ^tili che ci ha date una Dama de’ poemi d’Ome- ®ro, e di quella dell’Eneide diSegrais, la cui “en ergia fa scusare alcuni passi, ove son de’ ter- ,l!mini rancidi. Quanto non si compiacerà ella "delle traduzioni de’grandi Storici della Gre* î feia, c dell’Italia, imitatori quasi così destri ^e patetici, cornei Poeti, ed i Pittori? S 11
La curiosità che è stata ben condotta, nonresta mai oziosa , e si volge dal buon lato facil- !"mente. E' presto che indubitabile eh’ ella preti- Ial
derà qualche contezza delle più belle panico }!larità della Storia naturale, fatica del pari at- ™ta a far adorare in tutto la Previdenza, chead jinformarci delle nostre ricchezze . “
A poco a poco ella scoprirà degli altri tesori Jfincomparabilmente più.prègiabiit, che quan-to ho già additato ; e vuò dire quegli eccellen- “ti libri di pietà , scritti con solidità e grazia; ®
nel qual genere d’opere la nostra Nazione è P £
creduta non la cedere ad alcun’altra . Noi non ®abbiam diritto di dirne di più a vantaggio no-stro . "
Tal è P effetto ed il privilegio dello studio ®della Storia. Ella non annoia , e fa nascere in Fun cuore l’amor del vero.* dopo di che si può, 11quanto a tutto’1 resto, fidarsi sa questa bellapassione , e lasciare la giovinetta in governo# 10
ie medesima. Laddove se a bella prima cari- P {
che-