Band 
Tomo decimo.
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iéo Lettera sopra lEducàž.

glia, non so come, unapparenza di ridico,lo, dacché una Dama la lascia troppo com-parire. Questo rischio ella nol corre quan-do le sue dita sono occupate . Ed al con-trario una Dama * che non intende i lavoridi mano, fa torto a se il e sta , e ti disonora,quanto s'ella mettesse su la porta della suacasa unoolaltro di questi due cartelli : Quifi da giocare. Qui la padrona è una dotta.

La medesima prudenza , che obbliga unaDama a sottrare dagli occhi altrui questo suogusto della lettura, che per lei è un fonte dilumi e di consolazioni; l'obbliga maggior-mente a sopprimere ogni parzialità , ogniasprezza, ed ogni lamento in materia di divo-rione, e di controversie. Ella ama teneramcn-te la sua religione La trova sviluppata e de-scritta chiaramente e senza dispute nelle de-cifioni e nesimboli delia Chiesa, nei Vange-lo, nella predicazione comune dePafxori, ein una folla dopere luminose, che vengonleadditate dailautorità e dalla stima universa-le. Ella non critica niente nePastori, e irepur nellaltre Professioni, perché non ha mis-sione per farne la riforma, Ella tace su quel-lo che non incende, ed anche in quello ckella intende -Sta sol cogli occhi aperti su la suapropria condotta, persuasa che la mansuetu-dine , eia dolcezza, il più bel vanto e pre-gio duna Dama nella Società , è perfetta so-lo in quanto è invincibile e universale.

Questa sodezza di gusto manterrà tutta lasua famiglia in pace , e farà la fortuna delsuo marito, eziandio se questi sarà giuocato-re,