iéo Lettera sopra l’Educàž.
glia, non so come, un’apparenza di ridico,lo, dacché una Dama la lascia troppo com-parire. Questo rischio ella nol corre quan-do le sue dita sono occupate . Ed al con-trario una Dama * che non intende i lavoridi mano, fa torto a se il e sta , e ti disonora,quanto s'ella mettesse su la porta della suacasa unool’altro di questi due cartelli : Quifi dà da giocare. Qui la padrona è una dotta.
La medesima prudenza , che obbliga unaDama a sottrare dagli occhi altrui questo suogusto della lettura, che per lei è un fonte dilumi e di consolazioni; l'obbliga maggior-mente a sopprimere ogni parzialità , ogniasprezza, ed ogni lamento in materia di divo-rione, e di controversie. Ella ama teneramcn-te la sua religione La trova sviluppata e de-scritta chiaramente e senza dispute nelle de-cifioni e ne’simboli delia Chiesa, nei Vange-lo, nella predicazione comune de’Pafxori, ein una folla d’opere luminose, che vengonleadditate dail’autorità e dalla stima universa-le. Ella non critica niente ne’Pastori, e irepur nell’altre Professioni, perché non ha mis-sione per farne la riforma, Ella tace su quel-lo che non incende, ed anche in quello ckella intende -Sta sol cogli occhi aperti su la suapropria condotta, persuasa che la mansuetu-dine , eia dolcezza, il più bel vanto e pre-gio d’una Dama nella Società , è perfetta so-lo in quanto è invincibile e universale.
Questa sodezza di gusto manterrà tutta lasua famiglia in pace , e farà la fortuna delsuo marito, eziandio se questi sarà giuocato-re,