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Tomo decimo.
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^ Trattenimento V. 2yi

sfojij lui si ha 1’obbligo di tutto. Egli corre a dritta,jt i a sinistra : presenta qui una tabacchiera ; laUdì uno specchio da tasca, - altrove uno slucchio.

Se occorrono rinfreschi, egli n’è il prevedi to-|j[^ re, e lo scalco. Ei si moltiplica ; egli è tutt’à in una volta in più luoghi. Ma chi potria no-E verare le cose galanti, che il nostro CavaliereItj^ spaccia, o perché se le ricorda, 0 perché le in-à' venta. 3 chi potrebbe dire tutte le picciole con-L tese, colle quali sveglia gli spiriti, e le minu-^ te galanterie , colle quali obbliga la Sode*.V tà?

!.. L’ uomo sodo, malfido, e ragionevole cer»

cad’essere utile, senza apparati, senza ceri-u ; monie. Soddisfa al decoro, alla civiltà, ccon-' î tribuisce in tutto alla soavità della conversa-li* rione. Ma non ride per previsione, e ad ogniJ proposito di niente. Non fané pompa né cìag*gerazione della sua buona volontà in minuzie.

, Riserva il suo fuoco e il suo ardore per veri e, tlft reali servigi. V affettato e saputello al contra-’.|® rio fugge, e svanisce come un lampo , quandoltl | 1 si tratta d’affari, o di fatiche di buon senno.I,m Non vi si sente chiamato , ejia sua attività si

f® ristrigne ai minuti trattenimenti della vitaci-k« vile< 6

IW P A vederlo ballare, girandolare sul suo cal-i; cagno , cantare , fischiare , presentarsi allospecchio, gittarsi o sprofondarsi sopra una sediaI( “ S da riposo, aprire un libro, e gittarlo da sè allafo E terza riga , tal un crederia cbe cotest'uomo non^ pensa; eh'egli è un bamboccio che si sa gioca-li» re, e che ubbidisce alla prima impressione:fiw ma cijà sarebbe prendere di lui un’idea falsa.

Non