Band 
Tomo decimo.
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ry \ Lettera sopra l’Educaz.

Non è credibile, quanto egli metta di rifies:,so, e di attenzione in tutto quello che voigli vedete fare con tanta vivacità. Sa il van-taggio eh 1 egli ritrarrà da un gesto; vedeache può servire un atceggiamento, un forti-so, una parola, una negligenza. Voilove-;<àete camminare; il suo fine non è d’ arriva-re in luogo alcuno; ma ha bensì inanimodi mostrare eh’egli ha la gamba bea fatta, ole spalle asciutte, e non pariscenti. S’ei ri-de, non è già che alcuno detto abbia qual-che facezia; e bene spesso niuno ha dettoniente. Ma egli vuol far sapere a chi vienedi fresco, ch’egli ha i denti bianchi; e affaigli piace d’ingerire prontamente di sè e del-ia sua persona un’idea vantaggiosa.

Che vuol egli fare di quello straccio di cap-pello, che pende negligentemente dalî’estre-miti delle sue dita, che poi riduce con ara-be le mani sott’al mento , abbassando gli oc-chi, ed inchinandoli con un’ aria piena (Tas-setto; che passa, ripassa, volteggia lungotempo nell’aria, e ritorna finalmente sott’alsuo braccio dopo un vario errore ?

Coiai movimenti che a voi sembrano daavventuriere, talora involontarj, e fortuiti;sono in realtà difetti, misurati, e voluti >Quel Cappello ajuta il taglio , o contegno del-la persona, che è la base del suo merito,Quel Cappello segna e addita, o diversificail gesto. Quanta finezza, e quanto minutostudio non vi vuol egli per sapere trovar ri-pieghi, e novitadi in cose, che il volgo tra-scura , e reputa bagattelle ? Que’giri artificiosi

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