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idjj non fono altro che uh giuoco. In un altroKOîj, mese egli è ormai più che bastante per espe-iei I# ' dire il Gotico dei secoli iZ. e 16 . Se non ve-mi i(| drete per anche aperto ì’adito a far de’prò-4 gresil sì pronti, ne a moltiplicare sì di buon*ora i preparativi della bella erudizione, con-raîter.- solatevi col piacere d’avere almeno procurataa’vostri figli la lettura della lingua materna^ senza tedio e senza lagrime. Vi sono pochilui || ingegni, che il sturò tipografico nonajuti ajj, sollecitar la lettura. Ma per lenti che si tro-lijfs vino i progressi d’un fanciullo un po’ pigroH:i all’intendere ; almeno non sa cosa sieno i rim-âà proveri, né gli ostacoli , che sembran nasce-rli re ad ogni passo nel metodo vecchio, eren-■ dere lo stato suo doppiamente infelice.
E In tanto che. imparato abbiamo a scrive-vi re, adoperiamo il sturò tipografico nel suoy' 1 /vero uso . Egli ci serve per iscrittura . Orbene , direte voi , ecco un avantaggio che“* non occor disprezzare. Se noi sapessimo scri-vere , ci porremmo subito nella Grammatica,l ?‘ e nella composizione Latina,à io credo Luna e l’altra necessarissime. Ma,!lt ! per mio avviso, è troppo presto per pensar-ci® ci . Sapete voi che questa Gramatica è unv1 ,^ ammassamento di cose orribilmente astratte;à che quel tenero ingegno, che volete occupa-li re ; n esse, non vede, non capisce niente dicitello gli si dice; che la sua memoria non rì-tiene altro che parole ; che il suo giudizioE non afferra, e non aduna idee . Per giuntaîì ffi maggior A’ingiustizia voi volete eh egli ra-sts gioni, e che con una conseguenza giusta vi
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