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Tratte ss (mento V. 2 p r
a ridurre alla mente. Dopo d’avergli fattalegge e, non d una maniera monotona , ma conle infiejfioni ordinarie della conversazione , uncapitolo della storia dell’antico Testamento,o de’Costumi de’Cristianì, egli dimanderà alsuo figliuolo , che cosa n abbia compreso éritenuto. Cièche il fanciullo gli potrebbe di-re, dopo d’aveiio imparato a mente , non fa-rà passato se non per la sua memoria : appe-na il suo giudizio vi ha presa qualche parte,lo che è di piccolissimo giovamento . Maquel eh egli dirà per averne giudicato, l’averàpensato sul fatto e pronunziato ancora sul fat-to. Quest'è sestetto del solo ordine dell’idee;quest’è opera vera dello spirito. Se.la linguaesprime lubito, ciò che la mente ha conce-puto, questo è il vero elemento della sua dot-trina , perché tutto si va in lui facendo senzaSforzo, e senza apparati né ingegni.
Desi to di quest’ esercizio dipende dal con-tinuarlo , il che è tanto piò praticabile, quan-to che non vi son qui spine, né tedio , chéturbino questo spirito facile a moversi, ed at-tristarsi . Olire a che, ogni poco che egli rie-sca , glie ne sa buon grado ormino, e della suafacilità in ogni incontro si loda. Egli crededi valgre assai, e si lascia che lo creda,
Se in età di dodici o tredeci anni il Padregli mette in mano la regola ed il compasso,don un Rivard , od un Le Clero a non oc-eor d’altri preparativi per raccoglier taloraTa gran-
fa) Sono t nomi de’nostri migliori Elementi di(àeotnetria.