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Tomo decimo.
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Ìo4 Lettera sopra lEducat,

tino, che non satino , e che stroppieîatitkj zOgni tratto ; noti ci resta se non la pratica dellatraduzione e della composizione. Ma tornere-mo neil istesso inconveniente, e nellistessa tor-ta piega, se esigeremo che compongano in unalingua che non satino. Non ei resta dunque senon che di farli comporre, ò a viva voce, oinprivato da ,, con sott agli occhi un model-lo che preceda. In quanto alla |com posizionedun latino , che costruiranno intieramenteda per loro e di testa, convien riservarlo perlin tempo, in cui gli studi saranno fortificati,è la testa piena d'una latinità pura potrà datedella sua abbondanza.

.Voi potrete, Signore, meglio che parécchialtri, comprendete quello eh'io sono per os-servare su questo proposito, perché voi sietepadre. Quando il vostre/ figliuolo sarà neglianni sette od otto, dovete senza dubbio ri-solvere di far la scelta d 'uh maestro che sap-pia perfettamente la grammatica che corre,è che si esprima con chiarezza . Ma cotestnomo, che voi tra poco porrete con la sitaprovisione di regole allato duri ingegno il qua-le comincia a sprintare, sa egli poi che cosa siagovernar ingegni ? Conosce egli le conseguen-ze delle prime impressioni! vedete^ vi pregoquali à son per essere gli effetti dei suo metodo.

O iti privato, o in una scuola pubblica,11 giovane vostro figlio non sentirà parlare sedon di regole,- e di definizioni estremamenteastratte^ Alla tristezza d'una lunga lezionesuccederà quella duria composizione ancor pitiî unga. Figuratevi, come stia q uella tènera men-te

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