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Trattenimento V. jo*
àppuntirîo al nostro primo Viaggiatore; dquegli che ha fatto l’abito d’un latino pervia di temi, è da paragonarsi al secondo.
Potrete bene a talento replicatamente av-vertire il vostro giovane figliuolo, che la strut-tura eh' egli dà al suo latino, è viziosa; che ilgenio della lingua latina traspone le parole, ele ordina in altra guisa , che noi. Adonta delvostro salutare avviso, malgiugne egli a co-noscere cotesta inversione, per la quale nonha regole, nè psiò sperarne > perché è una cosapuramente d’uso e di gusto; Egli cerca, si tor-menta; tutto quello che scambia di luògo, èquasi sempre un po’ mal collocato. Che se fi-nalmente egli vuole parlare senza sforzo, omettere nella sua composizione sordine sem-plice del le sue idee; le parole saran latine; 1’ordine ancora ne sarà grammaticalmente buo-no . Ma l'arig della sua frase è del tutto Fran-cese; ed il genio dèlia sua lingua materna co-stantemente dominerà . Sé v’ è dunque unamaniera di governarsi su questo proposito, laquale lo esenti da tutti questi difetti , elladebb’ essere senza dubbio preferita .
Ma andiamo ancora pisi innanzi ; e mostriamino un’ altro, inconveniente, che non si è ab-bastanza osservato. Accaderà fra cento giova-netti; chea tre o quattro; i quali hanno un"ingegno pisi felice degli altri, diventi sensibi-le quel gusto di struttura; che contradistinguegli Autori , che lor vengono proposti ; Vo-glio; che a forza di studiarvi, imitino cotestostile, e vi fi accostino qua e là : la loro faticiverrà premiata, per essi saranno le corone e le
V 3 dir