Band 
Tomo decimo.
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3*4 Lettera sopra iEdiicàz.

to riflesso su questo disordine, son daccor*do , che non conviene trascurare le primeregole , poiché facilitano lintelligenza de.gli Autori; ma s*affliggono in veder sacri,ncare il gusto degli autori , ed il vero ge-nio della lingua ali acquisto delle regole .Viene in fatti esercitata la prima gioven- quattro o cinque anni continui nel coni.porre latino, da modelli fallì ; e le si per-mette per ordinario , di gittare dirò co- tutte le sue frasi nelle forme della sualingua materna; basta per riprova quel,Joartnes , qui laboràt ad lucrandas pecunia! .Noi tutti ci ricordiamo d aver pastaio perimprés- 6 medesimo metodo : e possiamo olkrvaielîoninon da una parte, quanto damarezze e di pe-debbono ne egli ha fatto soffrire a quelli , che me-nisi esse- no approfittato ne hanno, e dalf altra par-afaste. tc q U3 Rto farebbono stati più grandi e piùceleri i progressi di coloro, che han riusci-to , se il primo latino , che s è fatto lortradurre e comporre per più anni, non fos-se stato vizioso . Naturalmente quello chenoi impariamo nella fanciullezza , è quelche meglio riteniamo . Che torto adunquenon fi fa egli agiovanetti, con avvezzarliad un linguaggio , che in appresso conver- che disimparino? (a)

Che giudichereste voi duno Spagnuolo,il quale volendo far imparare il Francese

al

(«) Natur* tenucijstxti fumai eorum que rttdibuiuntiti percipimzti ... non ajsuescat ergo ( puer ) nedum infuni auidem est , Jermeni qui dsdtscendusftt. Quintil. 1. I. c. I.