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Trattenimento V. zi-
i.lti Altri credono di proceder? con assai migliorìiiit metodo, facendo di bella prima tradurre dei-KŠ îe storie, prese dal Latino della Volgata. M&,miss; se fi vuole mostrare a giovanetti i più belli c-sj ssmpjdella Storia Santa, ole massime di Salo-^ mone, e dell’Ecclesiastice, meglio è farle lorjiiiiîi leggere in una bella Traduzione Francese, chenella Volgata, la quale non ci è stata data perlasîj imparare il vero genio della frase Latina <
Sui: Alcuni aggiungono a’ Rudimenti ordinar}
lioii alcune Storie prese negli Autori profani, mu-nii landovi l'ordine delia frale Latina , ed aggip-,standovi alcuni precetti morali. Ma bene spesi-* K . solamoraleè lunga, ed il racconto è breviffi-mo; e questa è un’ingiustizia. Il Latino dellait,p morale debb’esser sospetto, perché moderno,ta; e quello dello Storico nel perdere la sua prima.î-|!- disposizione e fintasti, ha perduto il suo lapo-L,, re ; ned è più Latino il suo comporre * ^è Dopo questi preparativi più opportuni a gua-B5 : stare l'orecchia, che a formarla , I’ uso dimarj-. ;!r : da che fi faccia ogni di tradurre alcune righe d’un Autore antico, il qual esercizio è per veri-à tà il meglio inteso e giudizioso di tutti, ma perj‘ j : mala fortuna suol essere il più breve: ed in oLà tre pare che fi studii d’impedirne il buonessetto,jjji' con quella spropositata pratica della cojiruzw-«e , come la chiamano i maestri di scuola.Quest’ è realmente un farne la distruzione ," poiché la frase e la dicitura dell’Autore fi scon-ÎJ. nette, fi sluoga, e si va indirizzando parola perparola versoi! genio e la struttura della nostraM 1 lingua materna . Non basterebbe egli, far os-11 servare la cosa di cui si parla, ed il verbo chei, espri.