Band 
Tomo decimo.
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ì 3 4 IfiTTERA SOPRA t’EÈitîC Al.

ic un perfetto stile; almeno il frutto infalli-bile di que fi' avVezzamento sa?«bbe avan«zar molto più negli Autori, e procedere pèrtutto senza intoppi. Questo sarà aimèn seni-ore H modo di procacciarsi dilètto.

La bontà di quest’esercizio così semplice;è che s’accosta alla maniera onde impasta,mo le lingue vive, dee movere ognuno adincominciarne la pratica subito che Ja ra-gione comincia a spuntare, Il fanciullo chesia meno facilità , si troverà molto più al-leggerito nel ridire le còse già ascoltate elette più volte , che nel faticare sopra utfDizionario , per crearsi una frase , per luiaffatto nuova . Colui che nè punto né po-co vi riuscirà, troverebbe!! ancor più intri-cato nel labirinto delle composizioni orditecon le regole : quest’ è uno di quegli inge-gni, che non sono fatti per le scienze. Tut-ti gli altri finalmente, purché quest’eserci-zio diventi un abito costante, e continuo,impareranno a parlare sul fatto e con di-scorso seguito. E’vero che quello eh’essi vidanno non è ancor cosa lor propria: ma époi molto che la loro niente ristabilisca dàòè una fila di pensieri che ha póc’anzi udi-ti ; che la Jor. lingua si snodi ; é che ciò'eh’ella articola per più anni, sia certamen-te il linguaggio delle Nazioni le più puli-te e colte, che vi sieno state sopra la ierira. Imperocché il metodo per imparare lalìngua d’Ariacreonté e di Demostene non è’diverso da quello che ci può familiarizza-re prontamente con Orazio e Cicerone.

Ma-