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Ma non chiamiam più metodo, quello eh®
'™i; à dir bene é la natura stessa; e veggiam oraise con la certezza di non porgere se non fra-à>: fi e periodi giusti ali’immaginazione, all'o--[î0 - recchia ; ed alla lingua , fi presentino qui pelavventura degli altri vantaggi, che rifaccia-^ no preferire la perpètua ripetizione degli Ah*
W tori e la composizione, de’temi prèsi stai lorou i fondo , a quella de’temi, il latitin de’qualiWi; non è staro precedèntemente sentito,àx, i°. Questo vi farà consumare un tempo infî- Quest’a*àir nitoj e non contribuirà che arendere il vostro soda pi* 1figliuolo soverchio, pensieroso e distratto. L’ campo»f'iF altro gli farà spendere l’ore con economìa ; ed p' 0i tCta "Mi; in vece di cento righe miseramente terminate pin una settimana , e vestite d’un latino tal qua-li»: le, con i’esercizio di ripetere sul fatto oda vi-M *a voce, o di rimettere colla penna in man©m\ Un latino di buona fonte, averà egli in prontojBtfé sette od ottocento righe, e in appresso molto; « più.- Cosi egli arriva al? ufo, e ciò che è più;ititi considerabile iti maceria di lingua, arriva al0 tl'i buon uso di parlare le lingue antiche -
*<v£ , faciî vedere, che que ss' esercizio met- ftatff&jrlili te moltò pisi in opera la lingua de’ discepoli siudiftatic's: che quella del maestro , che qui risparmia ii: té suo fiato, godendo del piacere di sentire orato- gin(o A.idi ri che spuntano, 0 di vedere almeno ingegni ] a sanità 5t |j>j che fi dispiegano. Egli mancherebbe a forza de’maip-'pi: di battere ed inculcare le regole al suo udi* stri.
M torio, o di rimproverargli le sue îrasgreffio-Ibi ni. Ma rimpazienza ed i clamori non hanM più luogo nella nostra maniera nuova d’eser»jgg sitare la gioventù. Il decoro, ed il buon rimo*-
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