VarietàéPeferci-i) perso)levare imaestrisenzasuocereai giova.Ai.
§48 Lettera sòì>ra t’Efn/clž.
ni circa il legamento d’ un Poema ; circa losco»po e le prove d’un discorso ; intorno alle citco-stanze, nelle quali trovai! il tale, o tal altroPrincipe nella Storia ; intorno alle difficoltache lor si attraversano ; intorno â qual partitoconveniva prendere ; circa gli errori che par discorgere nella loro condotta ; aggiungiamo je circa l’ignoranza in cui siamo delle ragioniche fi possono discolpare. Se noto arriveremo îiformare con ciò uè gran Poeti, ne Storici ec-cellenti ; averemo almenómolcrplicati i citta-dini sodi e giudiziósi.
Il migliore di tatti i metodi è senza dubbioquello che accoppia in sè gli avantaggi pii, diffi-cili da conciliare. Quantunque noi trattiamo'qui la causa della gioventù, e il di lei interesse«’imponga la-legge, guardiamoci dal trascura-re il giusto riposo ancor de’maestri, àtticaesigiamo, eh’ e’ sieno di continuò occupati,particolarmente in privato, in far parlarci loroallievi, nè che abbandonino Paso delle diffe-renti spezie di composizióni, e sopra tùtto d’imitazioni. La prudenza vuole che si lascinotutte in piedi, e affine di proporzionarsi ai bi-sogni de’ varj ingegni, a per minorare la faticade maestri e degli allievi, togliendoli da un 1esercizio per dargliene un altro. Quand’an-che un uomo provetto avesse acquistata la piùlibera e franca elocuzione, non sarebbe per-ciò dispensato dal meditare sopra un argomen-to cui debba trattare in pubblico, nè dal darequalch’ordine a quello eh'ei ne dee dire. E’dunque ancor con veniente per ben di Chi im-para ^ egualmente che di-chi insegna, far siic>
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