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Tomo decimo.
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348
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VarietàéPeferci-i) perso)levare imaestrisenzasuocereai giova.Ai.

§48 Lettera sòì>ra tEfn/clž.

ni circa il legamento d un Poema ; circa losco»po e le prove dun discorso ; intorno alle citco-stanze, nelle quali trovai! il tale, o tal altroPrincipe nella Storia ; intorno alle difficoltache lor si attraversano ; intorno â qual partitoconveniva prendere ; circa gli errori che par discorgere nella loro condotta ; aggiungiamo je circa lignoranza in cui siamo delle ragioniche fi possono discolpare. Se noto arriveremo îiformare con ciò gran Poeti, ne Storici ec-cellenti ; averemo almenómolcrplicati i citta-dini sodi e giudiziósi.

Il migliore di tatti i metodi è senza dubbioquello che accoppia in gli avantaggi pii, diffi-cili da conciliare. Quantunque noi trattiamo'qui la causa della gioventù, e il di lei interesse«imponga la-legge, guardiamoci dal trascura-re il giusto riposo ancor demaestri, àtticaesigiamo, eh e sieno di continuò occupati,particolarmente in privato, in far parlarci loroallievi, che abbandonino Paso delle diffe-renti spezie di composizióni, e sopra tùtto dimitazioni. La prudenza vuole che si lascinotutte in piedi, e affine di proporzionarsi ai bi-sogni de varj ingegni, a per minorare la faticade maestri e degli allievi, togliendoli da un 1esercizio per dargliene un altro. Quandan-che un uomo provetto avesse acquistata la piùlibera e franca elocuzione, non sarebbe per-ciò dispensato dal meditare sopra un argomen-to cui debba trattare in pubblico, dal darequalchordine a quello eh'ei ne dee dire. Edunque ancor con veniente per ben di Chi im-para ^ egualmente che di-chi insegna, far siic>

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