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Tomo decimo.
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|54 Lettera sopra i/É&uc'.

Ma quando I' orécchia e la lingua faran- fotno alquanto rassodate ne! discernimento dd* jola bella prosa, non invidiamo agiovani il pinpiacere che possono trovare nePoeti latini biciantichi e moderni duna classe scelta . Per «fifar che tutti sentano la struttura de vedi, jkre qualche cosa di piti che questa struttura, 11li può senza alcuna perdita di tempo prò- siipor loro i tre seguenti efercizj , de' quali faison capaci tatti gPingegni. t,

Il primo è scomporre frequentemente ì kmpezzi di alcuni bei vertì , e fare che li ri- laimettano nel loro luogo a viva Voce e fen* «za una lunga meditazione. aia

Il fecondo è sopprimere certi epiteti, od ìia

altr' eleganze che 1 argomento richiede , e i

proporre a giovani allievi il supplirvi ciò tir

che manca, ed empire i vuoti. Im

Il terzo esercizio eh*io ho tratto da buon ri

fonte, è fare che compongano d accordo, he

ed ognun la sua parte d'un picciol poema, w

del quale loro Io scheletro, a chi un poi

pezzo a chi 1*altro, secondo il grado di sor- ili

za e di progresso di ciascheduno. L emula- $c.

zinne sveglia allora tutti gli spiriti, perché

ognuno eseguisca il penso suo regolatameli. tote. Nel comporre i versi di questo poemet-to vi viene un termine, una sentenza ben il

concepita , e ben espressa da uno; recane k

un altro in Mezzo la seconda che pare li a |j

più bella e superiore alla prima . Allora si fi

paragonano ; il primo pretende di mante- nj

nersi; ciascuno segue un partito, in favore ai

o contra , ed apporta le ragioni della pre* fe

se-