3^5 Lettera sosra i’Educaz.
aver faticato per produrre sicuramente de’ «cattivi versi o in latino od in greco. *
Ognun s’accorge, che e’ correranno le stes- tiltse difficoltà e gli Iteli» rischi in altro lavo* wro , che è quello delle amplificazioni , e ptrde’pezzi d* eloquenza , dove bisogna che 1’ tulingegno somministri tutto da se , il fondo tóe jjo stile. Pochi vi riescono. Se ne trova* te
te sei in cento , guai discrezione è la vo- H
dira di aligere dagli .altri e invenzione e ptrordine, e raziocìnio , e immagini , e pasi J®fieni, in somma, delseloquenza ì Voi fate è'appunto , conte se obbligaste a trattenervi 1con un bel canto, coloro che non hanno irayoce , riè sanno di musica. col
Si può bensì invitare alla composizione *°?!L* di alcuni piceni} pezzi , doloro che vi òsa pdelle speranze ; fcd è appunto lo stesso che imi6hestpre : P° s § e r£ «etzl jitru-menci a chi è nato p^r k fc»scrivono meccaniche. Si può eziandio ammettere a IVda mas- queste composizioni quelli che trovano qual* !»stri sd*> che piacere nello sperimentare in tal gene- A
f” f - ca ' re ie loro forze . Quello che si fi sènza k
molta violenza e per naturale lusinga, ta- totdo è che non si perfezioni colf’ esercizio. ckTal sano que* deboli principi da quai son diprovenga que' grandi oratori , che hanno zioillustrato il pergamp, ed il Foro . Ma non sesi vergognino poi quelli cbe riuscir non ci lipossono, di occuparsi in qualch' altro lavo* filto . E che ! debbon forse tutti gs ingegni tó
passare per i' istessa trafila ? La cosa è irti* (ili
possibile : giova eziandio che sten varie I« finLogo ioclmazicni .• e poiché questa varici^