Lettera sópra l’Ed'ucàž.
vedranno volentieri i Colloqui d’ Erasmó ■'troveranno meno sale ma mólto più di di-gnhi e di purità di siile nelle lettere dìPàolo Manùzio. Culleranno il latino deliatraduv.ion d’Erediano, fatta da Angelo Po-îiziano : forse fi accommoderanno a quelloche Ciufio lipsio ha fatto fao proprio neltrattato ùtile delle Macchine da guerra .Le maniere di Plauto vi si ritrovano freaquentettìente . Piacerà lor grandemente dipoter talvolta fare la comparazione dogli antichi co’ moderni , e di determinareappuntino, a quale Pise notò nèh’antichi-tà convenga riferire quello della Storia d*d’ Italia di Sigonio ; quello delia Storia diFiandra di Fa mi ano Strada ; e fopratutto ,quello della Storia di Spagna di Mariana <Si può trattenérli colia lettura di più tra-duzioni d' una latinità purissima , che ab-biam di Silandro, di Camerario, di Leutî-davio, di Enrico Stefano , e di più altri,li decimo settimo secolo presenta loro daleggere cose scritte perfettamente in ognigenere e senza numero. Nelle opere Lati-ne , Istorichc , Oratorie , od altre , che firiserberanno per essi , io vorrei 1 sempre da-re la preferenza a quelle,; che oltre il me-rito d’una frase esquisira, han quello di al-lettare la mente con la bellezza delia ma-teria. I giovani allora seguono 1’attrattivadelia curiosità; arrivano al termine dell'ci-pero , quasi senza pensare in qual linguag-gio sia scritta. Qudi’é imparare una lingaacoli 5 uso : que fi’ è in maceria di lingua arri-vate