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Tomo decimo.
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Lettera sópra lEd'ucàž.

vedranno volentieri i Colloqui d Erasmó'troveranno meno sale ma mólto più di di-gnhi e di purità di siile nelle letterePàolo Manùzio. Culleranno il latino deliatraduv.ion dErediano, fatta da Angelo Po-îiziano : forse fi accommoderanno a quelloche Ciufio lipsio ha fatto fao proprio neltrattato ùtile delle Macchine da guerra .Le maniere di Plauto vi si ritrovano freaquentettìente . Piacerà lor grandemente dipoter talvolta fare la comparazione dogli antichi co moderni , e di determinareappuntino, a quale Pise notò nèhantichi- convenga riferire quello della Storia d*d Italia di Sigonio ; quello delia Storia diFiandra di Fa mi ano Strada ; e fopratutto ,quello della Storia di Spagna di Mariana <Si può trattenérli colia lettura di più tra-duzioni d' una latinità purissima , che ab-biam di Silandro, di Camerario, di Leutî-davio, di Enrico Stefano , e di più altri,li decimo settimo secolo presenta loro daleggere cose scritte perfettamente in ognigenere e senza numero. Nelle opere Lati-ne , Istorichc , Oratorie , od altre , che firiserberanno per essi , io vorrei 1 sempre da-re la preferenza a quelle,; che oltre il me-rito duna frase esquisira, han quello di al-lettare la mente con la bellezza delia ma-teria. I giovani allora seguono 1attrattivadelia curiosità; arrivano al termine dell'ci-pero , quasi senza pensare in qual linguag-gio sia scritta. Qudié imparare una lingaacoli 5 uso : que fi è in maceria di lingua arri-vate