J74 Lettera sopra i' Educar.
stirar possono o nuocere al fine generale, cheun si prefigenello studio delle belle Lettere,îlfrutto, che se neaspettaed’ajutareil priva»io, o l’uom pubblico ad insttuirsi , ed a porsiIn i stato di parti ci pare agli altri i suoi lumi»,61 > studj non fono degni di veruna stima, senon arricchiscono la Società con la manifesta-zione di qualche verna utile.
Si comincerà dunque , guidando permana]• gioventù ali’ imitazione abituale del lin-guaggiode’ buòni Autori, in vece di ridurla alsilenzio, a forza di precetti, e di osservazionitroppo innanzi delia loro maturità. Quindi $ 4inculcherà fortemente al futuro Predicatore,Giudice*, Avvocato, ®dimpiegato inqualsi-yogliaaffare, che la verità non ha.niente piùbisogno d’essere presentata con una pompa dipensieri ingegnosi , di quel che n’abbia tesse-re sposta da un dicitore co’capelli inanellati,con manicotti di fina merlatura. Gii affatisiecclesiastici , come secolari non dimandano,se non dignità e rettitudine . Un uomo grave,che in una Accademia o sopra un "Tribunaleapre la bocca per convincere i suoi uditori, eh"egli ha dello spirito, non è meno ridicolo, cheun dot torino in cotta. '
Quando si rivolge il parlare ad un pubblico,fifa per renderlo convinto d ? una verità, chedee stare a cuore per la sua importanza. L’elo-quenza non è che una ciarlataneria, quandoella ha un’altra intenzione. Tutti i precettipiù atti a formar POratore, trovanti compen-diati, ed in qualche modo riuniti in un solo,che è questo. 1 amare / suoi uditori e la verità,