Trattenim ntg I. ;
accompagnava colla Neomenìa, ch’era il gior-no consueto delle Radunanze. I Noviluni checoncorrevano col rinnovamento delle stagio-ni, ed alle quali corrispondono ancora le no-stre quattro tempera , erano i pisi solenni.Questo costume di ratinarli su de’luoghi alti onelle solitudini, quello d’osservare la nuovafase, quello di celebrare la Neomenia con unsacrifizio o con preghiere, la solennità partico-lare della nuova Luna che concorreva colle se-minagioni, oche veniva dietro alla raccolta in-tera de’ beni della terra, finalmente il pasto edil canto, che dopo il sacrifizio compi vansi ; so-no tutti usi, passati da cotesto fonte comunedel genere umano a tutte le nazioni dell’universo. Tutte coteste pratiche ritrovan-6 appresso gli Ebrei (a) appresso gli Egi-zi , (6) e appresso gli Arabi ( c ) da’ qualison passate còl Maomettismo a’Persiani (d)ed ai Ttirchi - ( e) I medesimi usi sono stati co-A 3 munì
(a) Faraone non si maravigliò punto della di-manda che fecero gli Ebrei di andar a sacrifica-re nel Deserto. L’ uso n’era già universale . Perquello appartiene a' Luoghi alti ed alle Neome-nie , vedi /. Reg, c. g. e c, 20. &c. Passim in totaScrìptma . Horat.sefm. /. 1. satyr. 9. Trigesima Sabba'ta , la Festa del trentesimo giorno; cioè la Neo-menia che ricorre a capo di rs. giorni. Jerem.44- 17- e Buxtorf. Synag, ]udaic, cap, 17.
(b) Maimonid. Dux dubitantium , lib. z. c.
46- ,
(c) Histor. Arab. c. 11. & Hottinger. Hist.
(d) Hacluit’s voyages, voi. 2. p. 399.
(e) Anton. Geuffmis de Turcar, Relig. 1. *-■P»S- 53-