4 II Zodiaco.
no ad ogni rinnovazione lunare. 1 La Neome-nia servì a regolare in una semplice e comodamaniera l’esercizio pubblico della loro pietà.Ma se radunavansi regolarmente per fari lorsacrifizj, e per vibrarli fraternamente l'unì'altro ad ogni ricorsa di novilunio, un birbi cul-to, e tali feste non si riferivano già né si termi-navano alla Luna. Dio era di esse l’oggetto ;e la Luna non v’entrava per niente, se non seper F avviso eh’ ella dava loro di celebrarle.
Non era per anche stato dato alle stelle il no-me che portano .Niuno s’era dato ad esamina-re le differenti costellazioni sotto le quali sitrova posta JaLuna successivamente nel giro delsuo corso. Se ne determinavano soltanto i pro-gressi dalla diversità delle apparenze, e in luo-go d’adoperare il calcolo, come dappoi s'è fat-to, per additare il preciso momento , in cuiella raggiunge di nuovo il Sole , sotto del qua-le eli’era passata ventinove giorni innanzi, Fastronomia d’allora slava al semplice rapportodegli occhi, e contavasi la nuova Luna dal dieh'ella poteva esser veduta. A fine di netta-mente (coprirla, erano soliti radunarsi sopracerti luoghi, elevati o deserti, e lontani dal!'abitato, perché niuna cosa facesse ostacolo, enon limitasse la vista dell' orizonte. Quandoil primo arco lunare era stato veduto, fi cele-brava la Neomenia o il sacrifizio del nuovomese, e si faceva in appresso un pranzo, a cuimangiavano le famiglie congregate con alle-grezza e semplicità quello eh’era stato offertoa Dio, e consacrato coll’ orazione. Se un even-to segnalato porgeva motivo ali’ istituzione diqualche festa anniversaria, questa per lo più §'
accorti-