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avremo imparate le più belle parti deliaFifica,Si pratica, come speculativa.ihven- Un tal quale accidente diede motivo ali’in-gioile del venzione del Cannocchiale.! figliuoli d’un Oc-Teiesco- ehîaJaro di Middelburgo nell’Isola Zelanda,pl °' giocando fra loro nella bottega di suo padre,dicefi, che gli facessero osservare, che quando-tenevano fra le loro dita due vetri d’occhiale,e mettevano i vetri uno davanti ali’altro inqualche distanza, vedevasi da essi il gallo d’o-io del Campanile molto più grosso del solito,e come se fosse ad essi vicino, ma in una situa-zione inversa. Stupitosi il padre di questa sin-golarità s'avvisò d’aggiustare due vetri soprauna tavola, tenendoveli in piedi, coll’ajutodidue cerchi di ottone, iquaisi potevano avvi-cinare o di scostare ad arbitrio. Con quest’njutosi vedeva meglio, e più da lungi. Molti cu-riosi accorsero a casa dell’Occhialaro; ma la suainvenzione restò per qualche tempo informe,imperfetta, o senza utilità manifesta. Furonvidegli altri artefici della medesima Città , l'unochiamato Zaccheria Sansen , .1' altro JacopoMetio,che a gara fecer uso di questa scoperta,e mercé la nuova forma che le diedero , n'ap-propriarono a se stessi tutto sonore. Uno di es-si, attento ali’ effetto della luce, collocò i ve-tri in un tubo nero nel di dentro. Con ciò gliriuscì di divertire ed assorbire un’infinitàdiraggi che riflettendosi d’insù molti e varj og-getti, e d’in su le pareti del tubo, e non arri-vando al punto dell’ unione , ma ne’ lati, con-fondevano o assorbivano Fimmagine principa-le . V altro compagno aggiungendo nuovo stu-dio e maggior cautela, mise i vetri in tubi mo-bili,