Band 
Tomo ottavo.
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147
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Trattenimento VT 147

bili, ed inseriti!uno nellaltro, per varia-re i punti di vista , allungando ] istrumento apiacere secondo il bisogno dellossérvatore , co-inè per rendere la macchina portatile, e como-da col diminuirsi della lunghezza, qualor fivolessero trasportare, o quando non se ne fa-cesse uso . V è qualche contesa fra gli Eruditi,circa la parte che hanno avuta nellinvenzionedel Telescopici due artefici qui sopra nomina-ti . Io vi risparmierò citazioni, e disamine no-iose , riducendomi ad asserire , che molte per-sone hanno concorso mercé la diversità delleloro prove alla perfezione di questistrumenro,e che il Pubblico è tenuto di questo gran bene-fizio agli (Islandesi. Egli non avea altro nomesul bel principio , che quello di CannocchialedOllanda.

usci il grido da per tutto» Sentinne purfavellare quel grande Astronomo del Gran Du-ca di Toscana, Galileo; e fi tiene, che senzaav ere ancora nelle mani, sotto gli occhi al-cun modello, soliidea del semplice raccontofattogliene, fabbricò degran vetri, e li mise inopera dentro lunghi tubi dorgano, coqualiscoperse delle macchie nel Sole.; egli vide quesi'astro muoversi sopra il suo asse in quasi aggior-ni ; scoperse le quattro lune di Giove , e le no-minò Astri Medicei; vide in confuso due anse omanichi neduelau di Saturno, che nel pro-gresso si scoprì essere un grande anello lumino-so, da cui è circondato cotesto pianeta ; insomma vide un cielo nuovo , diversi stimo daquello, che fino allora sera veduto. Non tar- a pubblicare (s ) Novelle di coteste regioniK 2 stella-

(a) Nuncius sidereus.