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Tomo ottavo.
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>74 I l. Telescopio.

di giorni, cioè declimi, nequali ['accresci,mento della luce averà la durata duno, di due,di tre giorni, ovvero più.

3. Ma tutti quelli che sono lontani dal polo24. gradi o più, cioè fino ali equatore, fannocon la terra un rivolgimento, la maggiorpar-te del quale è nella metà illuminata , e la piùpicciola parte di sotto. Tutti quelli popolihanno dunque ineguaglianza di giorno e dinotte. Niuno può avere un giorno di 24. ore,poiché intaccano tutti, chi più chi meno, laparte inferiore dell' orizonte solare . Quindiviene che dalT equatore sino al cerchio polare,fi contano gli accrescimenti della luce, dunpopolo ali altro, per climi dore, e fi assegnaun nuovo clima per tutto dove il giorno a 22,di Giugno è più grande d'una mezzora, chenel clima precedente, cominciando dall equa-tore , dove il clima è di 12. ore in ogni tempo.

4. E' cosa facilissima il determinare gli accre-scimenri del giorno, e la diminuzione dellenotti ,daUequatore fino al polo. Ad eccezionedei due giorni ,r.equeli l'orizonte solare è cor-cato su i asse, e lequinozio è universale, co-testo orizonte solare taglia tutti i giorni dell'anno lasse terrestre nel centro, che è lo stessoche '1 centro dellequatore . Ciascun punto,o ciascun popolo dell equatore è dunque inogni tempo per dodici ore su la metà illumina-ta, e per dodici ore di sotto. Facendo lorizontesolare con F asse un angolo che va sempre cre-scendo dallequinozio sino al solstizio, doveegli è di 23. gradi e mezzo, deve il giorno an-dar crescendo sino al detto solstizio, nellemi-sfero che guarda il Sole, e tale accrescimento

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