20» It,M icroscopio.
Dio ci ha fatti vivere in un liquido, cui noti (
sentiamo; con dare a quella poca d’aria che è ti
in noi, una tendenza a dilatarsi, valida al pa- irridi quella dell’aria esterna, che puù con una mpressione fracassarci, capace di rompere le co- p<ste de’nostri corpi, e d 5 accostare in uq subito pela schiena al petto. Per mezzo di questo equi- lilibilo veramente mirabile, i muscoli che di- i:stendono imbraccio dell’uomo, e quei che muo- mvono Pala del rnosciolino , esercitano i loro ;imoti senza resistenza, malgrado l’enorme pres- iilsione del corpo che li circonda. - e ogni poco che tcotesta pressione esterna cresca o scemi pel con- :ecorso dell’ acqua, dei fuoco, e de’ venti, sue- apcedono ne’vasi degli animali, e delle piante, simutazioni, dalle quali dipende laloro buona o -«cattiva costituzione. Tutti i progressi della Fi- , hfica esperimenti ci fan dunque toccare col di- ato queste due verità, l’una che Dio mantiene siiil mondo mercé la legge generale d’ un movi- ics
mento semplice e regolare; l’altra che il più n
piccolo palloncino di fuoco, d'acqua , a.d’a- ipria, è una macchina composta con arte, e per tirauna volontà speziale . liti
Queste due verità, la base della sana Fisica, Ifiniranno di ricevere un nuovo lume dalle sco- mperte che sono state fatte coll’aiuto del Micro- iiscopro. Cn
îuven- Vien creduto, che i medesimi Ollandesi, che aiiizionedel con esito felice avean lavorato ne’cannocchiali de’Micro- co'quali s’avvicinano gli oggetti lontani, son iil;seopio. quelli altresì che primi cercarono e trovarono si,alcuni modi ss ingrossare gli oggetti. I! Signor le i
Hoake in Inghilterra, i Signori Salveti , e à
Maipighi in Italia, il Sig. Leewenhoechio m un
Ollan-
f