Trattenimento VII. 203
Ollanda, e M. Jollot in Francia, sisonomol-to applicati a perfezionare, sì Je lenti come laH maniera di adoprarle , e ci hanno comunicato:oiK mille osservazioni curiose non meno che ìm-ài portanti. I Microscopi, che più soddisfannoeUà perla costruzione e per li effetti, fono quellilotif di M. Edoardo Scarlet Londinese , di M- 1 ’Aba-tini te Nollet,e de’Signori George Parigini. I fa-ti* moli Microscopi del Leew-eohoechio non eranflit altro che piccolissime gocciolette di vetro, fuseks alla lampana d’un orefice che smalta. Quandopfflfi manchi un tale strumento , sì può procacciar-si - !! ne uno al bisogno in sul fatto, forando con uni;ì,Ie ago una piastrella di'piombo sottilissimo , ela-fi* sciando cadere su cotesto foro una picciolissimau: goccia d* acqua, che vi ti presenta colla puntaItiti: d'una penna netta. Se questa goccia resteràrecoit rotonda come una bolla nel foro fatto d’uno»m spillo diverrà una lente, il cui foco, che l'è1» sommamente vicino , ingrosserà a dismisura unrisi piccolo oggetto che gli porrete di rincontro : ela perdita di quest'eccellente Microscopio puòt rimettersi con pochissima spesa mercé d’ unaltro equivalente, 0 superiore in bontà.ufiis Ed ecco qui, che con un mondo , il quale cijiifc era incognito, noi djscuopriamo nuove ragionid’adorare e di sentire per tutto la mano delCreatore. Un ? opinione vaga, e non mai esa-^11 minata , a cui davan fomento gli stessi principiioni de’nostri Maestri intorno alla generazione eduj f alla corruzione , ci faceva attribuire ad una vi-iUjs le materia il privilegio infinitamente onore vo-|( ( i: le di produrre animali e piante . Mi conterrò‘ {;|| dal battezzare come empietà o come sacrilegiouna simigliante Filosofiasuso delle qualifica-va ■ zioni