Band 
Tomo duodecimo.
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Lo S P E T T A C 0 L Ù

te Arti, mente la nostra curiosità , e la riconoscenzaCH’isTRut- della società in-tera, che le belle invenzioniUomo. ^ introducenti nelle nostre case esattamente chiu-se tutto lo splendore del giorno, o presentan-oci una pittura fedele d’un’ infinità d’oggettinel momento , in cui e’ è naturalmente im-possibile il vederli. Tali sono le invenzioni delvetro bianco, del liscio dei vetri da specchio,e della foglia dì stagno, che li cangia in Spec-chi .

La Francia traeva aîtrevolte da Venezia isuoi Specchi : in oggi la Francia ne provve-de l’Europa intera ; e invece degli Specchidi quaranta, o Cinquanta diti d’altezza, eh’ella riceveva aîtrevolte dall’ Italia, essa ve n’invia oggidì di novanta , ed anche di centodita.

Vou sapete bene, che si fanno di vetro sof-fiato âTour-Ia-Ville vicino a Cherbourg nel-la Normandia inferiore, come si fanno quel-li di Venezia, e eh’i grandi, che sono di ve-tro colato sovr’una tavola di metallo, si for-mano insieme coi comuni , bendi’ in luoghidifferenti, nel Castello di S. Gobin tra Laon,e la Fere in Piccardia. Quest’è Punico luogo,in cui P intrapresa di colare gli Specchi, tan-te volte tentata altrove, abbia potuto riusci-

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re, e mantenersi,

I Direttori di queste Manifatture risem-ino prudentemente alla nostra Nazione, ed asè stessi la notizia di certi preparativi, e so-pra tutto delle cautele necessarie nella fabbri-ca della fornace. Quando si fratta degPinte-ressi altrui o sia nel traffico , o sia in tuttigli affari della società, un buon Cittadino si

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