Band 
Tomo VI.
Seite
236
JPEG-Download
 

236

iere ed arti di Napoli fan. 111. quad. 18, 1834./,mi d rito nella lingua di Dante, e coll’anima del Pe-trarca nella sua penna, cantò tra lo stil de’modernie il serrnon prisco. Egli salì in fama per le sue poesiesacre, profane, e bernesche. Faustino Gagliuffi dellescuole pie si acquistò rinomanza per le seguenti opereSpecimen de fortuna latinitatis , et poema/a va-ria » e specialmente pc’ suoi bellissimi estemporaneiversi latini. Anche Giuseppe Solari del medesimo isti-tuto recò felicemente Virgilio, Orazio, ed Ovidio inaltrettanti versi italiani. S’ ebbe pure gran fama diletterato il P. D. Francesco Fontana barnabita, insi-gnito quindi della sacra porpora, per la versione dellaBatrocomiomachia di Òmero, proprio elegantissimaed esattissima, come già la disse Ippolito Pindemonte,e per gli epigrammi c le elegie, ed in ispecie si en-comia quella in morte dell’ab. Frisi, che per giudiziodel Valletti è degna assolutamente della penna di Ca-tullo per la grazia, la purità, la candidezza, e il sa-por dolce e soave ond’è scritta, ma alla penna su-

t icriore di Catullo per la sagacità dell’artifizio, pera gravità delle sentenze, c per la sublimità dellecose.

Nella difficile scienza delle iscrizioni chi può pa-ragonarsi ai celeberrimi gesuiti Ferrari, e Morcelli,che hanno risvegliato il buon gusto delle iscrizionilatine, che sole sembrano dignitose. Il primo, comescrive la Storia in compendio di ma società di let-terati in Francia , «fu autore singolarmente classicoin ogni genere d’iscrizioni lapidarie »; ne ha compostoun intiero tomo oltre molle altre clic vanno sciolte.Il secondo illustrò eminentemente questo genere diletteratura, e ci lasciò i più saggi documenti rispettoall’arte di coltivarlo. Nelle opere di lui gli amatoridi belle lettere ne ammirano il pregio, ed il senti-mento squisito. Di tanto autore rinvengonsi i giustiencomj nelle dotte Memorie di religione, di moralee di letteratura stampate in Modena. Emulatore diquesti due ingegni sublimi fu altresì il monaco be-