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Tomo VI.
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pubblico errano; ed in cui geme feralmente quelregno giunto ornai all’apice del progresso, dei lumi,deir incivilimento regalato dai novatori filantropi, cfilosofi sofisti. Yeggasi pure a conferma il n. IOvoi. x. del Cattolico preaccennato.

Se è vero, che gli uomini del progresso, inven-tori delle novità religiose, sono penetrali dalla piùsincera filantropia, come vogliono darne ad intendere;dagli orrori che presentano il Portogallo e la Spagna,e da altri mille esempli della moderna storia do-vrebbero apprendere a non por mano nè poco neassai sulle istituzioni cattoliche ; poiché per quantovogliasi ad essi consentire non esser loro disegnoportar le cose a certi estremi; pure sapendo eglinomeglio di noi le rivoluzioni essere insaziabili; dalpoco si giugne al molto: così dallo salariare i fralie le monache, si arriva a secolarizzarli e a scialac-quarne le sostanze, a profanarne i templi. Delittienormi, che svegliarono in ogni tempo le divine ven-dette: onde avviene sovente che per poche teste vuotedi buon senso, vendute alla miscredenza, le intierenazioni sono vittime di tremendi castighi, non ri-manendo mai impunito il delitto. E questo si adducealtresì particolarmente per que’ pensatori che sono tuttiintesi già da molto tempo ad abbeverar di fiele ipoveri religiosi, ai quali le nazioni vanno debitriciin gran parte del loro incivilimento.

Quel Dio però, che è il casto amante della ver-ginità, ed il proteggitore possente degli evangeliciconsigli suscitò ben anche in questo secolo stessoanime grandi, le quali vincendo la natia delicatezzaarsero di amor verso Dio, che le illustrò coi celestisuoi doni ; e fra l’ammirazione dell’ universo cattolicogettarono le fondamenta di novelli istituti a confortodella religione e della umanità, a perfezionamento benanche del debole sesso.

Orile Figlie Splendette nell’Italia la marchesa Maddalena didella carità. Canossa veronese. Quando tutto, così osserva unoscrittore d’un’articolo di cui ei fe’ dono al Callo-