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lico (voi. vii .), che vi avca di buono e di sacro,era manomesso, e profanato, venne in pensiero aquell’anima generosa di gettare il seme di un nuovoordine religioso delle Figlie della carità, che daquello di Vincenzo de’ Paoli prendesse almeno inparte le forme o direm meglio l’esempio, e soppe-risse al bene che si distruggeva a lutto uomo, e assaipiù si adattasse ai bisogni non meno che alle circo-stanze dei tempi e d’Italia. Ella nella santa sua ma-gnanimità pensò dunque da prima che il soccorrerealle infermità dello spirito umano, educarlo alla re-ligione, formarlo sulla morale evangelica, adescarloalla perfezione della cristiana pietà sarebbe opera tantopiù eccellente del sovvenire alle infermità ed ai bi-sogni corporali, quanto vai più del corpo lo spirito,e quanto questo più di quello ha parte nella umanafelicità. Vedeva pure il costume in questi nostri tempipiù che mai dirompersi alla licenza, effetto senzadubbio dello scemamento della cattolica fede. Doversidunque pensò pria che ad altri, porre rimedio, semai fosse possibile, a questi mali.
Le figlie della carità intendono principalmenteall’educazione del cuore e dell’intelletto. Perciò essetengono scuola ne’ dì feriali alle più povere ed ab-bandonate figlie del popolo. La religione vi tiene ilprimo luogo mercè della quale esse sviluppano ne 7giovanili cuori scintille di amore inverso Dio ed il
f irossimo. Le addestrano inoltre anco ai donneschiavori che sono utili alla vita sociale e domestica.
Nelle feste queste religiose non si dimenl'canodelle scolare. Elleno stesse le conducono alla s. Messanella chiesa parrocchiale, e le assistono pel degno ri-cevimento de’ss. sacramenti, e vogliono di per sèaccertarsi, che le figlie loro adempiano colla dovutapietà e sollecitudine a tutti i loro religiosi doveri.L’insegnamento della dottrina cristiana nella parroc-chia è un altro dovere caro al loro cuore ^ e dopoaverlo santamente compiuto si riconducono al loro con-vento, e quivi raccolgono quante più vi possono ca-