t(i BIBLIOTECAIl freddo m'hà cacciato suor dal pettoL’ApolIinco furor, tal che son prilloDei passatempo mio, del mio diletto lî se talhor prendo la penna, e ferino (te,L’inchiostro mi soggiaccia in sù le car.Ne di chiacchiate più può-dirsi vn Riuo. fJI ceruello, ch’è freddo ha fredda l’atte »
Ne più co’ mici parseseli! arcifnrotiSuono la Tromba per cantar di Marte.
JS'c quante faci han tutti i nudi AmoriMi potrebber giamaiscaldarla rena,
E farmi dir di gioje, e di dolori.■Bla,VrNTlMIGLI A,Tu,che sempre pien»L» mente hai di poetiche nouelle,
Onde sgorghi di versi vna gran piena:.
Di quai materie più leggiadre, e belleSegni le carte, o sia mattina, o sera fQui! sorte di furor ridan le Stelle îTorlc coda l’honar di Primauera
Vai de serilieti do,e canti e Gigli,e Rose »O scmiicontro’l Glisso di Matita ìt) eoo !'Umico tuo più grani coseVai meditando, e vi studiate à gar»
Per far di gloria fallirne famose;
Beati roi dal tur valor imparaA farsi valorosa ogn v altra Musa Jl a mia, chequi ritte vna vita amara»Tiene*’ dispetto mio la bocca chiusa.
Ritornato da Cadoro , la prima visitaiRbe egli facesse, fù della Stamparla diMatteo Leni, e di Gtettarmi Vteellìo com-i qoali si conoseeua molto obhli;
gaio